lunedì 11 febbraio 2019

La Rivoluzione totale

La Rivoluzione culturale in corso, chiamata anche Rivoluzione totale,
una sorta di immensa coalizione di tutti i ribelli
in lotta contro ogni aspetto dell’ordine dell’universo.
Si parla di un “neoproletariato” multiforme.

venerdì 8 febbraio 2019

SULLA DIFESA DELLA VERITÀ RIVELATA DA GESÙ


LETTERA ENCICLICA
MORTALIUM ANIMOS
DI SUA SANTITÀ
PIO XI

AI VENERABILI FRATELLI PATRIARCHI, PRIMATI, ARCIVESCOVI, VESCOVI
ED AGLI ALTRI ORDINARI LOCALI
CHE HANNO PACE E COMUNIONE CON LA SEDE APOSTOLICA

(Brani scelti)

Venerabili Fratelli, salute e Apostolica Benedizione.

Forse in passato non è mai accaduto che il cuore delle creature umane fosse preso come oggi da un così vivo desiderio di fraternità — nel nome della stessa origine e della stessa natura — al fine di rafforzare ed allargare i rapporti nell’interesse della società umana. Infatti, quantunque le nazioni non godano ancora pienamente i doni della pace, ed anzi in talune località vecchi e nuovi rancori esplodano in sedizioni e lotte civili, né d’altra parte è possibile dirimere le numerosissime controversie che riguardano la tranquillità e la prosperità dei popoli, ove non intervengano l’azione e l’opera concorde di coloro che governano gli Stati e ne reggono e promuovono gli interessi, facilmente si comprende — tanto più che convengono ormai tutti intorno all’unità del genere umano — come siano molti coloro che bramano vedere sempre più unite tra di loro le varie nazioni, a ciò portate da questa fratellanza universale.

Un obiettivo non dissimile cercano di ottenere alcuni per quanto riguarda l’ordinamento della Nuova Legge, promulgata da Cristo Signore. Persuasi che rarissimamente si trovano uomini privi di qualsiasi sentimento religioso, sembrano trarne motivo a sperare che i popoli, per quanto dissenzienti gli uni dagli altri in materia di religione, pure siano per convenire senza difficoltà nella professione di alcune dottrine, come su un comune fondamento di vita spirituale. Perciò sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani, e persino coloro che miseramente apostatarono da Cristo o che con ostinata pertinacia negano la divinità della sua Persona e della sua missione.

[...] Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici tali tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni, in quanto tutte, sebbene in maniera diversa, manifestano e significano egualmente quel sentimento a tutti congenito per il quale ci sentiamo portati a Dio e all’ossequente riconoscimento del suo dominio.

[...] Orbene, i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 6 gennaio, festa della Epifania di N.S. Gesù Cristo, l’anno 1928, sesto del Nostro Pontificato.

PIUS PP. XI 




(I grassetti sono nostri)



mercoledì 6 febbraio 2019

Ritorno alla torre di Babele?


Dall'archivio, tanti aspetti di molta attualità...
Nel mio ultimo articolo ho analizzato un aspetto della reazione del pubblico brasiliano di fronte alla personalità di Giovanni Paolo II. Si tratta di una reazione molto estesa, poiché, come enormi vibrazioni, ha percorso vaste masse umane in tutti i settori della opinione pubblica. Tanto uomini di sinistra come di centro oppure di destra, cattolici, protestanti, scismatici, ebrei, buddisti, musulmani, spiritisti, atei, sono affluiti in grande numero per applaudire Giovanni Paolo II, in un tumultuoso moto di gioia.
Questo fatto lasciava intravedere, nelle masse spaventate e variamente torturate dei nostri giorni, la speranza che, a contatto con le doti personali - personalissime - di Papa Wojtyla, avrebbero ricevuto, unitamente a effluvi di ottimismo, di allegria, di semplicità e di salute, un peculiare know-how per risolvere, secondo formule inedite, i problemi di ogni individuo, di ogni famiglia, della nazione intera.
Certamente, nell'animo dei cattolici non vi era solamente questa speranza, ma anche la convinzione che Karol Wojtyla è il successore di Pietro. Ma questa nobile convinzione, fondata sulla fede, era un denominatore comune specifico dei cattolici. Tra cattolici e non cattolici, il denominatore era, il più delle volte, Karol Wojtyla, come persona splendente di specifiche doti individuali; e l'ansia di ricevere, nel profondo abisso della afflizione in cui si trovano, qualcosa che sazi il loro desiderio di serenità, di pace e di abbondanza. Crisi di afflizione – ansie di felicità: l'alternativa è molto divaricante. Dal fondo di queste ansie di benessere, di pace, di serenità, che facevano palpitare milioni di petti umani raccolti vicino a Giovanni Paolo II, mi è parso venire alla luce, attraverso il gioco stesso di questa tensione, il sogno utopistico di una completa felicità terrena, che tanti dei presenti speravano di ottenere, meno da Giovanni Paolo II che da Karol Wojtyla.

Tale ansia mi ha lasciato così preoccupato, poiché si presenta con un potenziale di ingenuità e una precarietà emotiva della quale qualche demagogo potrà trarre, in qualsiasi momento, sinistro partito.
La concordia senza macchia, la pace perfetta ed eterna fra tutti gli uomini, tutte le nazioni e tutte le dottrine, la felicità totale non sono di questo mondo. In questa terra di esilio, le privazioni, i contrasti, le catastrofi sono inevitabili; e una visione cristiana della vita porta, nello stesso tempo, a limitarle per quanto possibile, e a rassegnarsi a esse perché inevitabili.

Questa dura lezione, così sgradita al neopagano dei nostri giorni, la ricordo in un testo aureo di san Luigi Maria Grignion di Montfort, l'incomparabile apostolo della devozione alla Madonna.
Trattando della eterna lotta tra la Vergine e il serpente, egli ci mostra anzitutto la vita dei popoli come una grandiosa, tragica e incessante guerra tra la verità e l'errore, il bene e il male, il bello e il brutto. Si tratta di una battaglia senza la quale la esistenza terrena dell'uomo, privata del suo significato soprannaturale, perderebbe la sua dignità.

Commentando le parole della Genesi: "Porrò inimicizie tra te e la donna, tra la stirpe di lei; ella ti schiaccerà il capo, e tu insidierai il suo calcagno" (Gen. 3, 15), il grande santo [Luigi Grignion da Montfort] osserva con profondità: "Dio ha fatto e preparato una sola, irreconciliabile inimicizia, che durerà e anzi crescerà fino alla fine: l’inimicizia tra Maria, sua degna Madre, e il diavolo; tra i figli e servi di Maria Vergine e i figli e aderenti di Lucifero; a tal segno che la nemica più terribile del diavolo che Dio abbia mai creata, è Maria, sua santa Madre" (op. cit., n. 52).

Ed egli passa subito a descrivere la grande guerra che divide l’uomo in modo inesorabile, fino alla fine della storia. Tale guerra non è altro che un prolungamento della opposizione tra la Vergine e il serpente, tra la progenie spirituale di quella e la progenie spirituale di questo: "Sin dal paradiso terrestre (…) il Signore le ispirò tanto odio contro quel maledetto nemico di Dio, e le diede tanta abilità per scoprire la malizia di quell’antico serpente, tanta forza per vincere, abbattere e schiacciare quell’empio orgoglioso, che il demonio la teme, non soltanto più di tutti gli Angeli e gli uomini, ma, in certo qual senso, più di Dio stesso" (ibidem).

All’interno di questo quadro, la "clemens, pia, dulcis Virgo Maria", che il Dottore Mellifluo, san Bernardo, ha cantato con particolare soavità nella "Salve Regina", ci è presentata da san Luigi Maria come una vera torre di combattimento: "Turris davidica", esclama la litania lauretana.
Nel corso della Storia, i figli della Madonna combatteranno fino alla fine del mondo contro i figli di Satana. E la vittoria finale sarà dei primi, grazie all’intervento della Madre di Dio: "Dio non ha costituito soltanto una inimicizia, ma delle inimicizie; l’una tra la Vergine e il demonio, l’altra tra la stirpe di Maria e la stirpe del demonio. In altre parole, Dio ha posto inimicizie, antipatie e odi segreti tra i veri figli e servi della Vergine Maria e i figli e schiavi del demonio: non possono volersi bene tra loro! non ci può essere intesa tra loro!
"I figli di Belial, gli schiavi di Satana, gli amici del mondo – che è la stessa cosa – hanno sempre perseguitato e continueranno più che mai a perseguitare quelli e quelle che appartengono a Maria ss., come un giorno Caino ed Esaù, figure dei reprobi, perseguitarono i loro rispettivi fratelli Abele e Giacobbe, figure dei predestinati.

"Ma l’umile Maria riporterà sempre vittoria sul quel superbo, e vittoria così grande, che riuscirà persino a schiacciargli il capo ove si annida il suo orgoglio; ne svelerà sempre la malizia di serpente; ne sventerà le trame infernali; ne manderà in fumo i diabolici disegni e difenderà sino alla fine dei tempi i suoi servi fedeli da quelle unghie spietate" (Ibid., n. 54).

Ben inteso, anche i nostri giorni sono stati, sono e saranno scossi da questo terribile scontro, che non coincide necessariamente con le guerre del secolo, ma ha qualche rapporto con esse. E ha soprattutto un rapporto ovvio con le innumerevoli rivoluzioni che hanno scosso l’Occidente, come era stato predetto dalla Madonna a Fatima.

La soppressione di questa lotta attraverso una riconciliazione ecumenica tra la Vergine e il serpente, tra la stirpe della Vergine e la stirpe del serpente, verso una èra nella quale la cessazione utopistica dello scontro porti con sé un accordo tra tutti i diritti, tutti gli interessi, una interpenetrazione di tutte le lingue sotto un governo universale che sarà solamente abbondanza e serenità, ecco la grande utopia contro la quale devono essere messe in guardia le masse. Ecco il regresso (o, piuttosto, la retrocessione) alla orgogliosa torre di Babele, che in ogni modo il neopaganesimo cerca di riedificare. Ecco la bandiera interamente tessuta di illusione e di menzogna con la quale, in tutte le epoche, i demagoghi hanno cercato di trascinare le masse insorte.

Ecco, anche, quale mi è parso essere il pericolo verso cui possono scivolare molti di coloro che, vedendo nel nostro illustre visitatore di poco fa, non – o almeno non tanto – l’augusto vicario di Cristo, ma un atleta oppure un demiurgo in materie socio-economiche, a forza di riporre la loro fiducia nell’uomo, possono finire per sottovalutare o per dimenticare che è il vicario di Dio.

Plinio Corrêa de Oliveira


("Folha de S. Paulo" del 12-8-1980. Tratto da Cristianità, Maggio 1982)

mercoledì 30 gennaio 2019

GENNAIO: C'è posta per voi...


Cari amici, 
pensando di farvi cosa utile e gradita, vi elenchiamo di seguito i più recenti aggiornamenti del sito Web www.pliniocorreadeoliveira.it.

Qualora non desideraste ricevere ulteriori comunicazioni, vi invitiamo ad inviare una e-mail vuota, all’indirizzo webmaster@pliniocorreadeoliveira.it indicando nell’oggetto “cancellami”.

                             Cordiali saluti
                             Umberto Braccesi


Aggiornamenti ed alcune opportune riletture:

 

1. Tu es Petrus

L’INFALLIBILITÀ PONTIFICIA

Dall’età di 4-5 anni, io possedevo già una certa idea che la Chiesa avesse un’autorità docente. Ma non avevo ancora una nozione precisa della sua infallibilità. Avevo, questo sì, una sorta di esperienza viva, molto forte, di cosa fosse la coerenza e di cosa fosse l’incoerenza...

LA MISSIONE DEI LAICI OGGI: FEDELTÀ E SPERANZA

Voi conoscete la distinzione fra Chiesa docente e Chiesa discente. Noi siamo membri della Chiesa discente. In questo spaventoso crepuscolo che attraversa la Chiesa, più tenebroso nella Chiesa docente che in quella discente, credo che i laici abbiano da ricoprire un ruolo speciale...

https://circolopliniocorreadeoliveira.blogspot.com/2019/01/la-missione-dei-laici-oggi-fedelta-e.html

 

2. Verità dimenticate

 

NOBILTÀ, EROISMO E SANTITÀ

Nelle sue allocuzioni alla nobiltà e al patriziato romano, Pio  XII prende in esame il contributo che i laici sono chiamati a fornire ai sacerdoti, sale della terra e luce del mondo. Egli si riferisce specialmente al nobile, che occupa la posizione di maggiore spicco nelle file del laicato...

https://circolopliniocorreadeoliveira.blogspot.com/2019/01/nobilta-eroismo-e-santita.html

 

3. Un “Santo do dia”

SANTA SCOLASTICA - 10 FEBBRAIO
Santa Scolastica [480-547] è la sorella di San Benedetto, e sviluppa un’opera strettamente legata alla sua, come fondatrice delle suore benedettine...

MADONNA DI LOURDES - 11 FEBBRAIO
LE DUE GUARIGIONI A LOURDES
Gli eventi di Lourdes sono ricchi di importanti lezioni per noi. Una di queste riguarda la sofferenza. A Lourdes si palesano due atteggiamenti della Provvidenza di fronte alla sofferenza umana. Anche se, in superficie, possono sembrare contraddittori...

SANTI CIRILLO E METODIO - 14 FEBBRAIO
È curioso che i Santi Cirillo (815-869) e Metodio (826-885) siano fratelli, e lavorino insieme per uno scopo di così grande importanza per la Chiesa. La Divina Provvidenza sceglie talora nella storia...

BEATO ANGELICO - 16 FEBBRAIO
COME SI PROSPETTA IL REGNO DI MARIA
Nel Regno di Maria, ci saranno “Angelici” nei più svariati campi formando una sinfonia armonica, riportando sempre al Signore nostro Dio...

Quello dei Servi di Maria è uno degli ordini religiosi più antichi fra quelli specificamente consacrati a diffondere la devozione la Nostra Signora. Il loro nome è molto bello: “Servi di Maria”...

GIACINTA E FRANCESCO DI FATIMA - 20 FEBBRAIO
Io do grande importanza a questa beatificazione. Quel che leggiamo di postumo sulla vita di Giacinta e Francesco parla con enfasi di...

SAN PIER DAMIANI - 21 FEBBRAIO
San Pier Damiani diffuse l’uso della pratica di penitenza detta della “disciplina”, una sorta di frusta formata da cordicelle annodate. Oggi abbiamo forse difficoltà a capire questa pratica.

SANT'ETELBERTO RE - 24 FEBBRAIO
Un grande missionario, Sant’Agostino primo Arcivescovo di Canterbury [534-604], arriva in Inghilterra alla corte di un grande re fondatore, Sant’Etelberto, re del Kent [552-616]. Lo chiamo re fondatore perché, in un certo senso, ha fondato l’Inghilterra






martedì 29 gennaio 2019

Nobiltà, eroismo e santità

Guardie nobili pontificie

Nelle sue allocuzioni alla nobiltà e al patriziato romano, Pio  XII prende in esame il contributo che i laici sono chiamati a fornire ai sacerdoti, sale della terra e luce del mondo. Egli si riferisce specialmente al nobile, che occupa la posizione di maggiore spicco nelle file del laicato.

venerdì 25 gennaio 2019

La missione dei laici oggi: fedeltà e speranza

"La guerra che oggi combattiamo segnerà la storia della Chiesa
fino alla consumazione dei secoli".

Chi sono io? Io sono figlio della Santa Chiesa cattolica, apostolica, romana. Come figlio della Chiesa, io sono soltanto un minuscolo pezzo vivo della Chiesa. Noi tutti siamo piccoli pezzi vivi di quell’immenso organismo vivo che è la Santa Chiesa cattolica.

lunedì 21 gennaio 2019

L’infallibilità pontificia

Da quando ne venne a conoscenza, nel Catechismo,
Plinio Corrêa de Oliveira è diventato un entusiasta difensore
del dogma dell’infallibilità pontificia.

Riportiamo la trascrizione di due conversazioni in cui il celebre leader cattolico brasiliano racconta come è nato in lui tale entusiasmo.