
Riposate,
Signore, nel vostro poverissimo quanto augustissimo presepio, sotto lo sguardo
della Vergine, vostra Madre, che riversa su Voi i tesori ineffabili del suo
rispetto e della sua tenerezza. Mai una creatura adorò con così profonda e
rispettosa umiltà il suo Dio. In nessun tempo un cuore materno amò più
affettuosamente suo figlio. Reciprocamente, mai Dio amò tanto una mera
creatura. E in nessun momento un figlio amò tanto pienamente, tanto
interamente, tanto sovrabbondantemente sua madre. Tutta la realtà di questo
sublime dialogo di anime può essere racchiusa in queste parole, che indicano
qui un intero oceano di felicità e che, in un'occasione ben diversa, avreste
detto un dì dall'alto della Croce: "Madre,
ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre" (Giov. 19, 26). E,
considerando la perfezione di questo reciproco amore, tra Voi e vostra Madre, udiamo
il cantico angelico che si innalza dalle profondità di ogni anima cristiana:
"Gloria a Dio nel più alto dei
Cieli, e pace in Terra agli uomini di buona volontà" (Luca 2, 14).