giovedì 9 giugno 2016

Sacro Cuore di Gesù, fonte di giustizia e carità


Non dimentichiamo mai che, nella religione cattolica, niente, ma assolutamente niente si fa senza l’amore. Perfino le severità imposte dalle esigenze della carità, devono essere esercitate con l’occhio rivolto ai limiti che le circoscrivono.
Chiudiamo con le parole di Papa Pio XI, che ci mostra qual è questa irradiazione di amore che dovrà salvare il mondo:
“Il nostro predecessore di venerata memoria, Leone XIII, nella sua Lettera Enciclica ‘Annum Sacrum’ osservando la meravigliosa opportunità del culto al Cuore Sacratissimo di Gesù, non dubitò di affermare:
“Quando la Chiesa nascente era oppressa dal giogo dei Cesari, apparve in cielo al giovine imperatore una croce, auspice e in pari tempo autrice della splendida vittoria che seguì immediatamente. Ecco che oggi si offre ai nostri sguardi un altro consolantissimo e divinissimo segno: il Cuore Sacratissimo di Gesù, sormontato dalla croce, rilucente di splendidissimo candore tra le fiamme. In esso sono da collocarsi tutte le speranze, da esso è da implorare ed attendere la salvezza dell’umanità”. (Enciclica «Redemptor Miserentissimus», 8 maggio 1928).
Oggi si parla tanto di “era nuova”, “tempi nuovi”, “ordine nuovo” e via dicendo. Lo vogliano o no i nostri avversari, la vera “era nuova” sarà quella del regno del Sacro Cuore di Gesù, sotto la cui dolcissima influenza il mondo troverà l’unica via di salvezza.

Adoriamo questo Sacro Cuore, presentato dall’iconografia cattolica con la croce del sacrificio, della lotta, del combattimento, dell’austerità, attecchendo le sue radici nel più perfetto dei cuori, e illuminata dalle fiamme purificatrici e abbaglianti dell’amore.
Plinio Corrêa de Oliveira

(«Em defesa da Ação Católica», Editora Ave Maria, São Paulo, 1943, p. 363)


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