sabato 4 dicembre 2010

Santa Giovanna d'Arco

Commissione di studio ispirata al pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira
La storia e i suoi grandi personaggi - Capitolo XIII

giovedì 25 novembre 2010

sabato 6 novembre 2010

venerdì 15 ottobre 2010

Santa Teresa d’Avila





Le mura di Avila

Santa Teresa d’Avila (1515-1582) era al Carmelo di Toledo quando il re del Portogallo, Don Sebastiano (1554-1578), fu ucciso e il suo esercito sconfitto alla grande battaglia contro i Mori ad Alcacer-Quibir, in Marocco, nel 1578. La santa ebbe una rivelazione relativa a questa disfatta. Ne fu grandemente rattristata e pianse, perché si augurava con tutte le sue forze la vittoria della Cristianità e la sconfitta dei suoi nemici. Protestò con il Signore: “Mio Dio,come puoi permettere la disfatta del tuo popolo e la vittoria dei tuoi nemici?”. Il Signore le rispose: “Se li ho trovati pronti a comparire alla mia presenza, perché sei  triste?”. Il suo sentimento di tristezza svanì quando considerò la gloria di cui i soldati uccisi in battaglia stavano già godendo in Cielo. Ammirava questi guerrieri che Dio aveva trovato pronti per la felicità eterna, specialmente se considerava i costumi normalmente rilassati dei soldati. Immediatamente le venne il desiderio di estendere la sua riforma carmelitana al Portogallo. Pregò ardentemente per conoscere la volontà di Dio, e nel giorno della festa dell’Assunzione la risposta venne. Il Signore le disse: “Figlia mia, non andrai in Portogallo per fondare case della tua riforma. Le tue figlie e figli lo faranno in futuro, quando porrò termine al castigo inflitto al Portogallo e mostrerò la mia misericordia a questo Paese. L’aumento del numero di buoni religiosi mi permetterà di sollevare il Portogallo dalla miseria in cui sarà caduto, di restaurarlo nella felicità di cui aveva goduto in passato, e di promettergli future glorie”. Vediamo qui collegarsi due temi: la sconfitta di Alcacer-Quibir nel 1578 e la fondazione di conventi carmelitani in Portogallo.




In primo luogo Santa Teresa stava pregando quando Dio le rivelò che il re Don Sebastiano del Portogallo, che regnò dal 1557 al 1578, aveva subito la grande sconfitta di Alcacer-Quibir. La battaglia si rivelò decisiva da diversi punti di vista. Se il re Don Sebastiano – un re molto pio e vergine, l’ultimo fiore del vecchio Portogallo – fosse stato vittorioso, avrebbe spezzato il potere dei musulmani. Il Portogallo avrebbe potuto fondare una prospera colonia nell’Africa del Nord, un ponte verso un’Africa interamente cattolica. Questo avrebbe portato un fiero colpo al potere dei musulmani nel mondo intero. Gli islamici occupavano allora la penisola balcanica, la Turchia, tutta l’Asia Minore, il Nord Africa e parti dell’Africa sub-sahariana. Pertanto, se l’esercito portoghese avesse conquistato una parte del Nord Africa, altri regni come la Spagna e la Francia avrebbero profittato di questa vittoria. Il Portogallo aveva già la sua testa di ponte a Fez. Ad Alcacer-Quibir tentava di ampliare la sua posizione militare. Per queste ragioni Alcacer-Quibir fu una battaglia decisiva.




Per questa battaglia d’oltremare il re Don Sebastiano aveva allestito una grande flotta a Lagos con un ampio esercito di nobili e soldati portoghesi. Gli storici dicono che la sua tattica contro i musulmani fu imprudente. Morì in battaglia e il potere portoghese patì un duro colpo. Al contrario, il potere islamico si consolidò e prese forza. Questo non fu solo un fatto negativo per la lotta contro l’islam, ma favorì anche i protestanti. In effetti, liberi dalla pressione cattolica in Africa, i musulmani si concentrarono sui Balcani e sull’attacco contro l’Austria-Ungheria. Per questo scopo favorirono gli Stati protestanti che erano anch’essi nemici dell’Impero Austro-Ungarico. La catastrofe fu pure disastrosa per l’indipendenza del Portogallo. Don Sebastiano lasciò un solo erede, il cardinale Don Enrico (1512-1580) suo zio, che divenne re del Portogallo. La Santa Sede lo dispensò dal celibato ecclesiastico perché potesse continuare la dinastia degli Avis. Ma regnò solo due anni, dal 1578 al 1580, e non ebbe figli. La corona portoghese passò per diritto di successione al re Filippo II di Spagna (1527-1591). La dinastia degli Avis sparì. Così, la morte del re Don Sebastiano ad Alcacer-Quibir rappresentò un danno gravissimo per il Portogallo.



Comprendendo tutto questo, Santa Teresa divenne triste e pianse. Chiese al Signore come aveva potuto permettere la disfatta. La risposta fu che quell’esercitò era così ben preparato spiritualmente che Egli portò molti dei soldati in Cielo. Con tutto il rispetto, questa prima parte della risposta del Signore ci sembra un pò evasiva. Ma la risposta completa viene quando il Signore spiega che la disfatta è stata una punizione e che i buoni religiosi che verranno saranno uno dei modi di sfuggire al castigo. Potete vedere come il centro del dialogo fra Santa Teresa e il Signore è essenzialmente una preoccupazione politica e militare che riguarda il Portogallo. Questo si oppone a una certa mentalità sentimentale e dolciastra sulle vite dei santi, che non vorrebbe mai considerare questi aspetti. Tutto dev’essere spirituale nel senso più ristretto del termine. Questa falsa pietà aborre ogni riferimento agl’interessi politici e militari cattolici. Ritiene falsamente che la spiritualità sia una cosa così elevata da escludere questi aspetti. Insinua che il vero santo non si occupa di affari politici e militari. Ma questo episodio che coinvolge Santa Teresa e il Signore testimonia precisamente il contrario. Il Signore mostra la sconfitta militare del re Sebastiano in una rivelazione mistica alla grande Santa Teresa perché è questo il tema di cui vuole intrattenersi con lei. Evidentemente Dio aveva un grande interesse per quella battaglia. Quando la causa cattolica è sconfitta in armi, le persone sante dovrebbero essere tristi. E Santa Teresa lo era. Ne segue un dialogo, dove Dio rivela il senso profondo della storia e le ragioni soprannaturali della sconfitta.




Consideriamo quanto meravigliosi sono i disegni di Dio. La sua Divina Sapienza ha un’infinità di sfaccettature, che l’intelligenza umana non potrà mai riuscire ad abbracciare. Risponde alla domanda di Santa Teresa affermando che molti soldati portoghesi erano ben preparati alla morte e così li ha portati in Cielo. Vedete come anche nel momento in cui Dio sta castigando una nazione, la sua misericordia tiene conto della situazione spirituale dei combattenti. Forse avrebbe rimandato il momento del castigo se quei soldati non fossero stati pronti a una buona morte. Vedete la sua delicatezza, la sua bontà, la sua misericordia. In secondo luogo, lasciatemi dire una parola sull’Ordine Carmelitano. Santa Teresa aveva la speciale missione di diffondere la riforma del Carmelo. La missione dei Carmelitani era quelle di attirare tramite la preghiera e la penitenza le grazie di Dio nei Paesi dove fondavano i loro conventi. Una seconda dimensione della loro missione era di guadagnare queste grazie per tutta la Cristianità e – terza dimensione – per il mondo intero, perché tutti potessero convertirsi alla religione cattolica. Quando Santa Teresa vide che la nazione portoghese era per molti aspetti fervente, concepì il desiderio di fondarvi un convento. Era un progetto eccellente e gradito a Dio, Ma Dio stesso chiese di rimandarne l’esecuzione. Perché? Solo la Divina Sapienza lo sa. Ma una considerazione è che il popolo portoghese aveva bisogno di tempo per accettare la supremazia spagnola dopo che la corona del Portogallo era stata incorporate alla Spagna del re Filippo II, che l’aveva ricevuta in legittima successione dopo la morte del cardinal Don Enrico. Se le carmelitane spagnole fossero andate subito in Portogallo secondo il desiderio di Santa Teresa avrebbero potuto trovarvi una cattiva accoglienza. Un periodo di adattamento sembrava necessario. Forse fu questa una delle ragioni per cui il Signore rimandò l’arrivo delle carmelitane spagnole in Portogallo. Dopo che l’unione dei due regni fu accettata la presenza di carmelitane spagnole in Portogallo seguì naturalmente e produsse immensi frutti spirituali.


Come conclusione, possiamo vedere quanto è importante seguire gli eventi del nostro tempo nella misura in cui hanno a che fare con la salvezza delle anime, la causa cattolica, la sconfitta della Rivoluzione, la gloria e l’esaltazione della Sante Chiesa. Questo per noi è un atto di amore a Dio caratteristico della nostra vocazione contro-rivoluzionaria, che è attenta ai problemi dell’ora presente. Chiediamo a Santa Teresa questa grazia incomparabile.

(Plinio Corrêa de Oliveira)



Che cosa era un Santo do dia
nella quotidianità della famiglia di anime pliniana?

Dal 1964, a richiesta dei suoi primi discepoli e co-fondatori della TFP, alla fine della riunione diaria il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira si dispose a svolgere un commento sulla fisionomia del santo del giorno e, naturalmente super omnes, quelle del Divino Redentore e di sua Madre Santissima.
Così nacque, organicamente, la consuetudine del “Santo do dia” e, lungo i decenni, ne susseguì una bellissima galleria, di cui abbiamo letto un esempio.



martedì 28 settembre 2010

Ubi Ecclesia ibi Christus, ubi Petrus ibi Ecclesia

Diciamo oggi, come dicemmo allora: In realtà, secondo quanto si è detto in questo studio, il quadro dei nostri giorni è chiarissimo per una mentalità salda nella logica dei princìpi contro-rivoluzionari.

venerdì 17 settembre 2010

San Roberto Bellarmino

San Roberto Bellarmino (1542-1621), “il martello degli eretici”, fu anche il direttore spirituale di San Luigi Gonzaga (1568-1591).

giovedì 2 settembre 2010

San Luigi e le crociate

Commissione di studio ispirata al pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira
La storia e i suoi grandi personaggi - Capitolo X

domenica 22 agosto 2010

La regalità di Nostra Signora è soprannaturale per carattere, perché la Madonna è la prima e la più alta delle creature di Dio.

Regalità di Maria

La regalità di Nostra Signora è soprannaturale per carattere, perché la Madonna è la prima e la più alta delle creature di Dio.

lunedì 2 agosto 2010

sabato 24 luglio 2010

Il sacerdozio non serva al proprio potere personale

Città del Vaticano - Una dura requisitoria contro quegli ecclesiastici che usano il sacerdozio per acquisire potere e prestigio personale, per soddisfare le "proprio ambizioni" e raggiungere un proprio successo è stata fatta oggi da Papa Benedetto XVI durante la messa a San Pietro per l'ordinazione di 14 nuovi preti della diocesi di Roma. […]

martedì 6 luglio 2010

Santa Maria Goretti

Maria Goretti (1890-1902) nasce il 16 ottobre 1890 a Corinaldo (Ancona) dai contadini Luigi Goretti e Assunta Carlini.

La cavalleria medievale

Commissione di studio ispirata al pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira
La storia e i suoi grandi personaggi - Capitolo VIII

mercoledì 23 giugno 2010

Sant’Eteldreda

Sant’Eteldreda (636-679, in inglese Audrey, un nome femminile abbastanza comune) era figlia del re Anna (?-653), sovrano dell’Anglia Orientale, e sorella di altre tre sante: Etelburga (?-664), Sesburga ?-699) e Withburga (?-743): un fatto raro ma non unico nelle famiglie reali europee.

venerdì 18 giugno 2010

Beata Osanna da Mantova

La Beata Osanna Andreasi (1449-1505) nasce nel magnifico palazzo di una nobilissima famiglia italiana (la mamma è una Gonzaga).

lunedì 7 giugno 2010

Carlo Magno

Commissione di studio ispirata al pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira
La storia e i suoi grandi personaggi - Capitolo VII

mercoledì 19 maggio 2010

L'aborto choc che nessuno racconta

Il cappellano del nosocomio di Rossano, in provincia di Cosenza, sabato scorso aveva saputo che la mattina presto era stato eseguito un aborto terapeutico nel suo ospedale, e verso le 12, dopo aver celebrato la messa e aver fatto il giro dei malati nelle corsie, si è avviato nella sala operatoria dove era avvenuta l’interruzione di gravidanza, per pregare per un’altra anima mai venuta al mondo...

martedì 11 maggio 2010

sabato 8 maggio 2010

sabato 1 maggio 2010

San Giuseppe

L’ignoranza religiosa in cui viviamo, ha prodotto – tra altri effetti nocivi – quello di sfigurare interamente il significato reale di alcune indicazioni della Chiesa che, quando sono male interpretate, divengono completamente sterili di frutti spirituali – mentre, se fossero bene intese, sarebbero fertili in grazie e produrrebbero frutti di tutti i generi.

mercoledì 28 aprile 2010

San Luigi Maria Grignion da Montfort

Quando San Luigi Maria (1673-1716) si trovava a Poitiers a predicare gli Esercizi Spirituali alle suore di Santa Caterina il vescovo, influenzato dal giansenismo, gli ordinò di lasciare immediatamente la diocesi.

martedì 27 aprile 2010

La Chiesa e la Contro-Rivoluzione

La Rivoluzione, come abbiamo visto, è nata da una esplosione di passioni sregolate, che sta conducendo alla distruzione di tutta la società temporale, al completo sovvertimento dell'ordine morale, alla negazione di Dio.

mercoledì 24 marzo 2010

La Chiesa e i barbari

Commissione di studio ispirata al pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira
La storia e i suoi grandi personaggi - Capitolo IV

martedì 23 marzo 2010

San Turibio de Mogrovejo

Turibio de Mogrovejo (1538-1606), nobile di Maiorca, era un giurista accademico noto per la sua passione per problemi giuridici astrusi e insieme per la sua grande devozione alla Madonna.

domenica 21 marzo 2010

Riaffermare il valore del sacro celibato… anche l’abito fa il sacerdote

Discorso di Benedetto XVI ai 700 partecipanti, tra vescovi e sacerdoti, al Convegno teologico promosso dalla Congregazione per il Clero.

San Nicola della Flue

Nicola della Flue (1417-1487), figlio di poveri contadini del cantone di Unterwalden in Svizzera, pastore e padre di dieci figli, dall’età di 23 anni serve come capitano nell’esercito della Confederazione Svizzera, battendosi con la spade in una mano e Rosario nell’altra.

mercoledì 17 marzo 2010

San Patrizio

A proposito di San Patrizio (387-461), che nel V secolo evangelizzò l’Irlanda, lo storico e liturgista benedettino dom Prosper Guéranger (1805-1875) propone una distinzione che è molto vera e che ci mostra come alcuni uomini hanno davvero avuto il ruolo di braccio destro di Dio.

lunedì 15 marzo 2010

San Clemente Maria Hofbauer

San Clemente Maria Hofbauer (1751-1821), sacerdote redentorista, è noto per lo straordinario impulso dato all’apostolato dei laici nell’epoca della Rivoluzione francese e della Restaurazione.

giovedì 11 marzo 2010

Sant’Eulogio di Cordoba

Sant’Eulogio di Cordoba, decapitato l’11 marzo 859 durante una violenta persecuzione contro i cristiani nella Spagna moresca, è passato alla storia per la sua difesa del cosiddetto “martirio volontario”, una difesa che fu condannata – sia pure in termini ambigui, e sotto la pressione del potere musulmano – dai vescovi spagnoli del suo tempo, ma in seguito approvata dalla Santa Sede.

mercoledì 24 febbraio 2010

Sant’Etelberto, re e confessore

Siamo alle origini del cristianesimo in Inghilterra: vediamo qui due grandi figure, che possiamo considerare fra i fondatori del Medioevo.

domenica 21 febbraio 2010

San Pier Damiani

San Pier Damiani diffuse l’uso della pratica di penitenza detta della “disciplina”, una sorta di frusta formata da cordicelle annodate.

sabato 20 febbraio 2010

Due anime fioriscono in cielo

Quando apparvero le prime notizie sulla possibile beatificazione dei veggenti di Fatima, Giacinta e Francesco, il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira commentò la portata e l'importanza di quanto si sarebbe realizzato, quasi dieci anni dopo, il 13  maggio 2001.

mercoledì 17 febbraio 2010

Sette Santi Fondatori dei Serviti

Quello dei Servi di Maria è uno degli ordini religiosi più antichi fra quelli specificamente consacrati a diffondere la devozione la Nostra Signora.

sabato 13 febbraio 2010

La Spagna promuove la bestialità nelle scuole elementari

“Si sente dappertutto parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani (…)” (Cor. I 5,11)

giovedì 21 gennaio 2010

giovedì 14 gennaio 2010

mercoledì 13 gennaio 2010

San Remigio

San Remigio (440-533) è alle origini della monarchia francese con la conversione e il battesimo del re Clodoveo (466-511) a Reims nel 500.

martedì 12 gennaio 2010

domenica 3 gennaio 2010

venerdì 1 gennaio 2010

La preghiera del dottor Plinio nel passaggio di fine anno

Nel “Santo do dia” del 29 dicembre 1984 il Dottor Plinio risponde a questa domanda: “Qual è la sua preghiera nel passaggio di fine anno?”.