giovedì 1 dicembre 2011

Miniatura di Re, prototipo di servo

Una condizione alquanto modesta. Si tratta di un Chelsea pensioner, un soldato veterano dell’esercito inglese, ormai in pensione.


Per quanto modesta, questa condizione ha tuttavia le sue glorie. Il merito d’una intera vita trascorsa al servizio della Patria. Non un servizio qualunque, ma quello della guerra. Un servizio pieno di rischi, che comporta il sacrificio della propria salute e perfino quello della vita. Tutte queste glorie si riflettono nella divisa del nostro veterano, modellata da una lunga tradizione per essere simbolo degli alti valori morali che la carriera militare comporta, anche quando è modesta.

Le medaglie ricordano le prodezze compiute al servizio dell’Inghilterra. I galloni indicano il grado, non certo elevato ma ostentato con orgoglio. L’eccellente stoffa della giubba, i bottoni dorati, il taglio dignitoso esprimono l’alto concetto che la società inglese ha della vita militare. Il tricorno, solenne ed elegante, accentua ancor di più questa impressione. Il personaggio emana dignità, serenità, felicità di situazione. Lo sguardo e il contegno denotano una persona abituata ad essere rispettata. La fisionomia, resa venerabile dalla lunga barba bianca, ha un tocco di fierezza.

Pensandoci bene, il personaggio rammenta vagamente il Re Giorgio V. E, infatti, questo modesto personaggio è una miniatura di Re.

Un Capo di Stato, despota temuto e incontrastato di tutte le Russie. Capelli arruffati, baffo volgare, faccia grossolana e brutale, gesto impetuoso e violento, abito privo di qualsiasi distinzione o dignità. Niente lo distingue da uno di quei servi russi che plasmavano la loro anima sbronzandosi nelle peggiori bettole. Ubriacone in ogni fibra della sua anima, in ogni aspetto del suo corpo.

Niente in questo personaggio indica la benché minima elevazione spirituale. Niente esprime la grandezza e la dignità del supremo potere politico. Men che meno la grandezza e la dignità di un uomo corretto.

Modesto soldato elevato ad una condizione che lo trasforma in miniatura di Re, felice beneficiario di una civiltà che fu cattolica, una civiltà che aveva come nota caratteristica d’innalzare tutto rendendolo sempre più degno.

Potente dittatore, ridotto come governante e come persona al livello dell’ultimo servo, simbolo di un ordine di cose satanico, che ha come nota caratteristica l’egualitarismo che tutto abbassa e tutto svilisce.

(Plinio Corrêa de Oliveira - Tratto da Catolicismo, aprile 1957. Traduzione tratta da www.atfp.it)

2 commenti:

  1. Sarebbe interessante far notare però come sia stato Stalin a reintrodurre elementi decorativi delle uniformi zariste nell'abbigliamento dell'esercito sovietico.

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  2. Una buona osservazione: una amico, una volta, mi disse che Lenin amava dire "Facciamo la contro-rivoluzione prima che la facciano gli altri". Anche questi piccoli ma significativi gesti possono avere un'influenza reale sulle tendenze umane: il vero rivoluzionario non se ne scorda mai; egli sa quando e come dosare certe apparenti retro-marce per guadagnare in prospettiva due-tre passi in più nel processo rivoluzionario ed evitare che qualcun'altro lo comprometta con mosse più audaci e prettamente controrivoluzionarie.

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