In Germania, quando Lutero seminò le sue dottrine eretiche, ci fu una monaca a Norimberga che ebbe il coraggio e la forza di non seguirlo, si chiamava Suor Caritas Pirckheimer (1467-1532), una figura da riscoprire in questi nostri tempi.
Che cos'è successo, Signore? Non ti era lecito abbandonare la tua croce? Infatti, se l'hai portata finché tutte le tue forze sono venute meno, finché il peso insostenibile del legno non ti ha gettato a terra, non era adeguatamente provato che ti era impossibile proseguire? Il tuo dovere era compiuto. Ora avrebbero dovuto portare la croce per te gli angeli del Cielo. Tu avevi sofferto in tutta la misura del possibile. Che cosa avresti dovuto fare di più?
Per farci un’idea di chi fosse S. Giuseppe – Patrono della Chiesa, celebrato il 19 marzo – vista la scarsità dei dati biografici, dobbiamo prendere in considerazione due fatti : egli era lo sposo della Madonna e padre putativo di Nostro Signore Gesù Cristo.
Quale contrasto! Lui, condannato, era giudice di quel
castigo rigorosissimo. Gesù, sconfitto nelle apparenze, è in verità il
vincitore. La croce è il legno della sconfitta, dell’infamia e del dolore.
Eppure è il legno della gloria.
Il 23 dicembre si celebra la festa della venerabile Teresa di Santo Agostino, vergine, figlia del re Luigi XV di Francia. Leggo qualche brano del libro dell’abbé E. Daras "Les Vies des Saints et fêtes de toute l’année" (Louis Vivés Libraire-Éditeur, Paris 1856, t. XII, pp. 409-452):