giovedì 22 dicembre 2016

Adveniat regnum tuum




Se  è vero che, in ogni epoca, il Santo Natale apre una schiarita di pace nel duro affanno della vita quotidiana, ai giorni nostri la tregua natalizia assume un significato eccezionale perché equivale a un grande e universale sursum corda, proclamato ad un’umanità tumultuosa e sofferente, che sta sprofondando nel caos della più completa dissoluzione morale e sociale.



La nostra epoca è come una valle oscura fra due vette: la civiltà del passato, dalla quale siamo decaduti attraverso successive catastrofi; e la civiltà del futuro, verso la quale stiamo avanzando. Proprio perché viviamo gli ultimi momenti di un mondo in agonia con le avvisaglie di quello nuovo che sta per sorgere, la lezione del Natale assume per noi un significato profondo.


Secondo la testimonianza degli storici dell’Antichità, tutti i popoli gemevano nell’attesa di un Messia che avrebbe infuso nuova linfa a un mondo ormai logoro. E così come per l’umanità ai tempi di Augusto la linfa non fu altro che Cristo, così ai nostri tempi è solo nella Chiesa Cattolica, il Corpo Mistico di Cristo, che dobbiamo riporre le nostre speranze. Se il mondo contemporaneo vuole veramente uscire dal caos nel quale si dibatte, esso deve anzitutto volgersi alla Santa Chiesa.




Ma c’è di più. Tutti i teologi concordano che la preghiera onnipotente della Madonna anticipò l’alba della Redenzione. Anche ai nostri giorni, è dalle anime elette, dai cattolici impegnati che, sul  piano umano, può dipendere l’anticipo o il ritardo del regno sociale di Nostro Signore. Consapevoli di questa eccelsa missione, noi dobbiamo far nostra questa supplica presso il presepe del Nostro Divino Salvatore:


Domine, adveniat regnum tuum! Signore venga il tuo regno! Che esso si realizzi prima di tutto in noi affinché poi, con il tuo ausilio, lo possiamo attuare anche intorno a noi!


Plinio Corrêa de Oliveira


("O Legionário", 25 Dicembre 1938)




Nessun commento:

Posta un commento